Metti una fattoria in Marocco
Ànbara nasce ufficialmente a Milano alla fine di novembre 2023. In realtà, le basi di Ànbara erano già state gettate un anno prima circa. Ecco la nostra storia.
Nel febbraio 2023 una donatrice acquista una fattoria non lontano da Marrakech (foto sopra). È un posto bellissimo, un’oasi di verde all’interno di un territorio arido e quasi desertico. Il terreno della fattoria misura 3 ettari circa. Conta ben 1100 ulivi e un centinaio di carrubi. C’è un bacino d’acqua per irrigare. Al di qua e al di là del bacino ci sono delle costruzioni che ospitano le camere, il bagno, la cucina e un grande salone. C’è poi una stalla un tempo destinata ai polli.
L’idea è quella di creare un rifugio per animali all’interno del terreno, tra gli alberi di ulivo, dove i cani e i gatti ed altri animali siano liberi di correre e muoversi.
PAN e l’olio d’oliva
È a questo punto che compare PAN, non il dio, intendiamoci, bensì l’associazione di protezione degli animali e della natura di Marrakech. Fondata qualche mese prima, PAN è alla ricerca di un luogo dove potersi prendere cura dei gatti e cani che aveva (e che avrebbe) salvato.
L’incontro con la donatrice fa sì che PAN trasferisca subito i cani e i gatti nella fattoria. Il presidente di PAN, Abdelhak, assume la direzione dei lavori all’interno della fattoria. In 9 mesi riesce a completare il muro di cinta con l’aggiunta di un giro di mattoni di terra, rifinire i caseggiati completando la pavimentazione e in alcuni casi ricostruendo intere stanze. Ripara il bacino d’acqua e la pompa di irrigazione e finalmente può prendersi cura degli ulivi che erano stati trascurati da qualche anno. A fine del 2023 fa la prima raccolta di olive, le trasforma ottenendo 300 litri di ottimo olio. Nel frattempo, aumenta il numero degli animali salvati e ospitati che salgono a 20 tra cani e gatti con l’aggiunta di una cavalla e di un’asina. A parte la stalla, non ci sono spazi chiusi per i cani e i gatti che sono liberi di correre e muoversi per la fattoria e per le varie stanze.
Se l’unione fa la forza allora serve Ànbara
Il lavoro fatto è stato reso possibile dall’incontro tra capitale (quello della donatrice) e lavoro (quello di Abdelhak e di una cinquantina di persone che hanno prestato la loro opera a vario titolo nella fattoria). Per Abdelhak si è trattato di un lavoro incessante senza mai prendersi ferie, ma anche di tante soddisfazioni. Occorre però fare di più.
Bisogna rendere auto-sufficiente la fattoria e completare il rifugio. Servono quindi fondi e servono persone che affianchino PAN nella cura quotidiana a favore degli animali randagi e in difficoltà. Ma come fare?
Abdelhak ne parla con Paola (la presidente di Ànbara) e le chiede aiuto. Nasce così l’idea di creare un’associazione in Italia, a Milano, con l’obiettivo di attivare scambi con esperti e volontari che ci consiglino e aiutino e di fondi per rispondere ai vari bisogni di cui vi diremo nel prossimo post.




