Nello scorso post vi abbiamo raccontato l’inizio della storia di Ànbara. Proseguiamo il nostro viaggio con il racconto della realtà in cui stiamo intervenendo, quella del Marocco e, più precisamente, della regione di Marrakech.

A monte occorre una cultura ambientale

In Marocco il fenomeno delle discariche selvagge è una realtà. Purtroppo lo è anche fuori dalla fattoria in cui si trova PAN (vedere primo post per i dettagli). Gli abitanti del vicino villaggio accumulano la spazzatura in una fossa oppure la bruciano senza fare triage e questo significa buttare o bruciare indistintamente materiale organico e plastica. Se si tratta di sacchetti di plastica o di cartacce sono molti coloro i quali buttano semplicemente per terra.

Un altro fenomeno allarmante è che in agricoltura l’uso di anticrittogamici è normale e quasi nessuno lo mette in discussione (il biologico è ancora poco diffuso). Anche la menta che si usa per il tè di tutti i giorni è piena di prodotti chimici e di coloranti.

Se parliamo di animali, sebbene ci sia sempre qualcuno che lascia una scodella di cous cous avanzato e una ciotola d’acqua per strada, sono rare le persone che soccorrono un cane o un gatto feriti o malati. Per asini e cavalli il discorso è addirittura peggiore in quanto sono utilizzati come animali da lavoro e sono spesso vittime di maltrattamenti crudeli.

Per essere più specifici: ecco cosa ci serve

Il rispetto dell’ambiente e degli animali va coltivato sin da bambini. Per questo intendiamo attivare dei laboratori con i bambini delle scuole vicine. Capire l’impatto sull’ambiente che hanno le nostre azioni, comprendere e praticare il riciclo degli oggetti sono alcuni dei temi che tratteremo. Non mancherà poi un focus sul benessere e il rispetto degli animali.

COSA CI SERVE? Ci servono materiali didattici preferibilmente in francese o inglese o arabo. E insegnanti volontari.

Abbiamo bisogno di individuare le colture più adatte al clima arido locale e che possano affiancare gli ulivi e i carrubi della fattoria. Vogliamo dare l’esempio e formare degli agricoltori della zona sulle tecniche più efficaci ed efficienti per ottenere queste colture resilienti.

 

COSA CI SERVE? 1) Ci servono agronomi che conoscano il Marocco e l’agricoltura desertica  2) Ci piacerebbe ospitare una  squadra di circa 10 persone per la raccolta delle olive in ottobre/novembre.

Faremo campagne pubbliche di vaccinazione e sterilizzazione per sensibilizzare l’opinione pubblica marocchina e le autorità sulle azioni necessarie per contenere la popolazione di animali randagi. Intendiamo così scoraggiare le pratiche di uccisione massiccia che sono ancora purtroppo praticate.

COSA CI SERVE? 1) Ci occorrono fondi per acquistare i vaccini e per sostenere le spese veterinarie di sterilizzazione  2) Ci piacerebbe ospitare qualche addestratore cinofilo per una formazione a favore di un gruppo di giovani marocchini. La professione di addestratore è ancora all’inizio in Marocco, ma in sicuro aumento e quindi può rappresentare uno sbocco professionale  3) Anche esperti di pet therapy sarebbero i benvenuti.

Il rifugio gestito da PAN all’interno della fattoria ospita circa una ventina di animali tra cani, gatti e asini. Gli animali sono liberi e hanno oltre un ettaro a disposizione. 

COSA CI SERVE?  1) costruire una casa per i gatti 2) costruire delle cucce in muratura per i cani 3) acquistare il mangime per gli animali che al momento rappresenta la voce di costo più ingente per l’associazione PAN

 

C’è infine il tema delle persone che è un tema che ci sta a cuore e sul quale vogliamo dare un contributo. Si tratta in particolare della popolazione femminile della zona. Trattandosi di un villaggio rurale le donne si occupano per lo più di lavori domestici, della cura dei numerosi bambini e di piccolo allevamento. Il bisogno è quello di imparare un mestiere che si concili con la vita domestica. Abbiamo così pensato a un laboratorio di cucito: un corso base prim e poi dei corsi sul riciclo creativo.

COSA CI SERVE? Ci servono macchine da cucire e volontari che insegnino alle donne a cucire

 

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